Nucleare iraniano, tutto quel che dovete sapere

Una cronologia del programma atomico dell'Iran, dall'accordo sui reattori del 1967 fino a oggi, mentre cominciano i negoziati multilaterali a Istanbul. Con le sanzioni che incombono.

Mentre l’Iran riprende a Istanbul i tanto attesi colloqui sul nucleare con le principali potenze europee, le speranze di trovare una soluzione negoziata alla controversa questione che tormenta i negoziatori da decenni aumentano.

I colloqui di Istanbul con Regno Unito, Francia e Germania arrivano pochi giorni dopo che l’amministrazione Trump ha presentato formalmente all’Iran una bozza scritta dell’accordo, la prima da quando sono iniziati i negoziati all’inizio di aprile, segnando un momento chiave nell’attuale processo diplomatico, secondo quanto riportato da fonti di informazione.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando in Arabia Saudita durante il suo tour in Medio Oriente, ha descritto la proposta come “un ramoscello d’ulivo”, ma ha avvertito che “non durerà per sempre”. L’offerta definisce i limiti del programma nucleare iraniano per scopi civili e include rigide misure di monitoraggio.

In precedenza, l’Iran aveva condiviso le proprie idee scritte, dando origine a colloqui continui tra team di esperti.

Ora, i funzionari iraniani affermano che potrebbero accettare un accordo che consenta l’uso civile del nucleare, metta al bando l’uranio per uso militare e preveda ispezioni complete, in cambio della revoca delle sanzioni.

Nel frattempo, i diplomatici europei hanno lanciato l’allarme: se non si raggiunge un accordo entro agosto, potrebbero scattare le sanzioni “snapback” previste dall’accordo sul nucleare del 2015.

Ecco una cronologia degli eventi chiave nei negoziati sul nucleare iraniano.

La centrale atomica iraniana colpita da un aereo da guerra iracheno è mostrata in questa foto del 19 febbraio 1985.
La centrale atomica iraniana colpita da un aereo da guerra iracheno è mostrata in questa foto del 19 febbraio 1985.

Primi sviluppi
1967: Nell’ambito del programma “Atomi per la pace” guidato dagli Stati Uniti, l’Iran riceve il suo primo reattore nucleare durante il regno dello Scià Mohammad Reza Pahlavi.

1984: L’Iran rilancia il suo programma nucleare con l’assistenza di Pakistan, Cina e Russia.

2002: I siti nucleari segreti di Natanz e Arak vengono rivelati dall’intelligence occidentale e da un gruppo di opposizione iraniano, suscitando preoccupazione a livello internazionale.

Inizia la diplomazia dell’E3
2003: Regno Unito, Francia e Germania (E3) avviano i colloqui con l’Iran in seguito a una risoluzione dell’AIEA. L’Iran sospende temporaneamente l’arricchimento dell’uranio.

2006: L’Iran annuncia che riprenderà l’arricchimento sotto la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad. L’ONU impone sanzioni e l’E3 abbandona i colloqui bloccati.

2009: Sotto la presidenza di Obama, gli Stati Uniti e l’Iran stabiliscono un canale segreto attraverso l’Oman.

2012: Funzionari statunitensi e iraniani tengono colloqui segreti faccia a faccia in Oman.

2013: Il presidente riformista Hassan Rouhani persegue la diplomazia; A Ginevra viene firmato un accordo provvisorio (Piano d’azione congiunto).

2015: L’Iran e il P5+1 (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, Germania) firmano a Vienna il Piano d’azione congiunto globale (JCPOA), che limita il programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni.

2016: L’AIEA verifica la conformità dell’Iran; le sanzioni vengono revocate il giorno dell’attuazione e inizia il monitoraggio.

Crollo dell’accordo
2018: il presidente Trump si ritira dall’accordo, definendolo “il peggior accordo di sempre” e reimpone le sanzioni. Promette condizioni migliori per limitare il programma missilistico e l’influenza regionale dell’Iran, ma durante il suo mandato non seguono nuovi colloqui.

2019-2020: l’Iran inizia a ridimensionare i propri impegni, aumentando l’arricchimento dell’uranio e riducendo l’accesso all’AIEA.

Il presidente iraniano Rouhani partecipa a un evento tecnologico mentre l’Iran annuncia l’iniezione di gas uranio, allontanandosi ulteriormente dall’accordo sul nucleare.
Il presidente iraniano Rouhani partecipa a un evento tecnologico mentre l’Iran annuncia l’iniezione di gas uranio, allontanandosi ulteriormente dall’accordo sul nucleare.

2021: I colloqui indiretti sotto l’amministrazione Biden mirano a rilanciare l’accordo, ma non si raggiunge alcun accordo. L’Iran arricchisce l’uranio fino al 60%, avvicinandosi ai livelli di qualità militare.

2022: la Russia invade l’Ucraina e fa sempre più affidamento sui droni e sui missili iraniani, rafforzando i legami militari.

2022: i funzionari iraniani dichiarano pubblicamente che il Paese ha la capacità tecnica di costruire una bomba nucleare se lo desidera.

2023: l’Iran aumenta i livelli di arricchimento avvicinandoli al livello richiesto per le armi. Nonostante i continui sforzi in via secondaria, non è stato raggiunto alcun accordo formale.

Rinnovati sforzi nel 2025
2025: Gli Stati Uniti sotto Trump riaprono i colloqui. L’inviato Steve Witkoff consegna una proposta formale scritta all’Iran durante i negoziati in Oman: la prima offerta di questo tipo da anni.

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