Silenzio NATO sulla Groenlandia gela l’Ue: l’Alleanza vacilla di fronte a Trump

L'assenza di una presa di posizione ufficiale a difesa della sovranità danese scatena il panico nelle capitali europee: si teme il fallimento della clausola di difesa reciproca.

Il silenzio della NATO di fronte alle minacce di Donald Trump di sequestrare la Groenlandia ha scatenato l’allarme nelle capitali europee, nel timore che l’Alleanza stia venendo meno al suo compito fondamentale: difendere i diritti della Danimarca.

L’organizzazione non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica per riaffermare l’integrità territoriale e la sovranità di Copenaghen e Nuuk, né ha risposto ufficialmente alle dichiarate ambizioni del presidente statunitense sulla vasta isola artica, parte integrante del Regno di Danimarca. Questa inerzia ha sollevato l’ira dei membri europei, impegnati a presentare un fronte unito per allentare le tensioni transatlantiche, e si pone in netto contrasto con i recenti sforzi dell’Unione Europea per fare scudo attorno alla Danimarca.

Il “mistero” Mark Rutte

Mark Rutte, il segretario generale dell’Alleanza che vanta un rapporto cordiale con Trump, è apparso insolitamente assente su una questione di sicurezza così critica per i suoi membri. Le proposte di Parigi e di altre capitali per intensificare l’attività NATO in Groenlandia non sono ancora state accolte.

Sebbene i funzionari europei riconoscano che il ruolo centrale degli Stati Uniti limiti le opzioni di risposta dell’Alleanza, molti hanno riferito al Financial Times che questa assenza rischia di alimentare il senso di impunità di Trump nel trattare con gli alleati, sfruttando la dipendenza dell’Europa da Washington in materia di sicurezza.

La posizione di Giorgia Meloni

«Dal momento che stiamo parlando di nazioni che sono tutte alleate della NATO, l’Alleanza dovrebbe avviare un dibattito serio su questo tema al fine di ridurre o allentare la pressione sulla questione», ha dichiarato la premier italiana Giorgia Meloni. «Questo è un confronto che deve coinvolgere necessariamente la NATO».

Trump ha accusato la Danimarca di non proteggere adeguatamente l’isola e di non investire nella sua sicurezza, nonostante quella che definisce una crescente attività navale russa e cinese nell’area. La Casa Bianca ha chiarito che l’azione militare resta «un’opzione» accanto all’acquisto o ad altri metodi di acquisizione del controllo.

Il dilemma dell’Articolo 5

Questo scenario pone una sfida atroce per la NATO e per Rutte. Un’invasione o un tentativo di annessione da parte degli Stati Uniti significherebbe un conflitto diretto tra due alleati, mettendo in discussione la clausola di difesa reciproca dell’Articolo 5, che molti membri considerano la ragion d’essere stessa dell’organizzazione.

«Il loro silenzio è assordante», ha commentato un funzionario dell’UE. «Rutte doveva essere l’uomo su cui l’Europa poteva contare per sussurrare all’orecchio di Trump. Ma non doveva essere così silenzioso». Un diplomatico dell’Alleanza ha aggiunto: «È difficile discutere di queste cose internamente, ma se non lo si fa, si implica che siamo tutti d’accordo con quello che sta succedendo».

Mentre Rutte è rimasto finora ai margini, la portavoce della NATO, Allison Hart, ha dichiarato al FT: «Senza rivelare dettagli delle discussioni diplomatiche, il segretario generale sta lavorando a stretto contatto con i leader su entrambe le sponde dell’Atlantico, come fa sempre».

Tag

Partecipa alla discussione