Stati Uniti e Cina, una nuova tregua nella guerra dei dazi

Washington e Pechino sospendono per altri 90 giorni l'aliquota aggiuntiva del 24% sui rispettivi beni importati, mantenendo comunque in vigore un dazio base del 10%. Una boccata d'ossigeno che, secondo gli analisti cinesi, mostra la difficoltà di Trump a sostenere la guerra commerciale.

In un segnale di distensione, seppur temporanea, Cina e Stati Uniti hanno concordato di estendere la tregua nella loro guerra commerciale. A seguito di una serie di incontri negoziali tenutisi a Ginevra, Londra e infine a Stoccolma, entrambe le parti hanno annunciato di voler sospendere per altri 90 giorni, a partire dal 12 agosto, l’applicazione delle tariffe punitive più pesanti.

Nel dettaglio, sia l’amministrazione Trump che il governo di Pechino hanno deciso di continuare a sospendere l’aliquota aggiuntiva del 24% sui rispettivi beni importati, mantenendo comunque in vigore un dazio base del 10%. La decisione, formalizzata in una dichiarazione congiunta, è stata presentata come un passo basato sui principi di “uguaglianza e reciprocità”, un punto su cui Pechino insiste con forza.

Oltre alla questione tariffaria, la Cina ha fatto un’ulteriore mossa distensiva sul fronte delle barriere non tariffarie. Il Ministero del Commercio cinese ha infatti annunciato che, per implementare gli accordi raggiunti, verranno modificate le restrizioni all’esportazione verso alcune entità statunitensi. Le misure di controllo sulle esportazioni di beni a duplice uso (civile e militare) saranno sospese per 90 giorni nei confronti di 16 aziende americane e completamente rimosse per altre 12.

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Secondo gli analisti cinesi, questa proroga della tregua, la seconda consecutiva, dimostra che sono gli Stati Uniti ad avere maggiori difficoltà a sostenere l’impatto economico dei dazi, vedendosi quasi costretti a scegliere la via della sospensione. Dal punto di vista di Pechino, sebbene la pausa sia un passo positivo, la soluzione definitiva rimane la rimozione totale e incondizionata di tutte le tariffe, in linea con le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

La mossa crea comunque un clima più favorevole per proseguire le consultazioni e cercare un consenso su questioni più complesse. In un contesto internazionale in rapida evoluzione, l’allentamento delle tensioni tra le due maggiori economie mondiali è visto come un fattore essenziale per ridare fiducia ai mercati e stabilità al commercio globale. Tuttavia, la natura a breve termine di queste estensioni continua a generare incertezza, lasciando imprese e investitori in attesa della prossima mossa.

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