Summit in Cina per i leader del mondo multipolare

di Cosimo Risi - Venti capi di Stato appartenenti alla SCO - con in testa Xi Jinping, Putin e Modi - a Tianjin dimostrano di esistere e resistere all’unipolarismo americano (occidentale). La Russia non è affatto isolata (come si pensa in Occidente) e si stringe a Cina e India. Intanto Trump...

di Cosimo Risi

La città cinese di Tianjin ospita il vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), l’organizzazione per la cooperazione che prende il nome dalla città fondativa. A presiedere è l’anfitrione, il Presidente Xi Jinping. Al suo fianco, nella foto di gruppo, il Presidente russo Vladimir Putin, il Presidente turco Recep Erdogan, il Primo Ministro indiano Narendra Modi, altri Capi di Stato o di Governo dell’Asia centrale, del Nordafrica, del Golfo.

Tutti uniti a mostrare che il Sud globale, un’espressione geograficamente inappropriata considerata la presenza del grande nord già sovietico, esiste e resiste all’unipolarismo americano (occidentale). La Russia non è isolata, esibisce buona salute, si confronta con gli alleati storici dell’America, le petromonarchie del Golfo, con loro condivide l’interesse a regolare il mercato degli idrocarburi. Il Presidente turco continua a praticare la politica dell’ubiquità. Siede in tutti i consessi internazionali, non importa se tra loro divergenti, per affermare la centralità di Ankara nei vari scenari, dall’Europa della crisi ucraina al Medio Oriente della crisi di Gaza e Iran.

Putin, Modi e Xi

Dopo sette anni di assenza, il Primo Ministro indiano vola in Cina. Fra i due paesi non corre buon sangue. Anzi, per stare nell’immagine, scorre il sangue dei combattimenti lungo la contesa frontiera himalayana. Competono a chi è il più forte in Asia e potenzialmente nel mondo. La Cina vanta l’alleanza che pretende eterna con la Russia, l’India oscilla fra la vocazione terzomondista e l’attrazione dell’anglosfera.

L’insensata politica dei dazi cara a Donald Trump spinge la Cina a solidarizzare con l’India, penalizzata di un 50% perché colpevole di acquistare il petrolio dalla Russia. Cina e India comprano circa la metà del greggio russo, noncuranti delle sanzioni internazionali irrogate nel 2022. Subito dopo il vertice con Trump ad Anchorage, in segno di buona volontà affaristica, Putin ha autorizzato Exxon Mobil a trattare con l’omologa Rosneft, ci sono idrocarburi in abbondanza nell’Artico da sfruttare in condivisione.  Washington penalizza i
terzi che comprano il petrolio russo, salvo collaborare in proprio con l’industria petrolifera
russa.

Putin, Modi, Erdogan, Kim: tutti alla corte di Xi Jinping

La SCO raccoglie oltre il 40% della popolazione mondiale, con Cina e India in testa, e oltre un quarto del PIL globale. Avrebbe parecchio da dire sulla scena internazionale, inizialmente nutriva l’ambizione (parole della diplomazia cinese) di ridisegnare la governance mondiale all’insegna del multipolarismo. Sconta la fragilità tipica delle giovani organizzazioni, non riesce a dirimere le controversie che oppongono alcuni membri fra loro.

Gli Stati Uniti guardano con attenzione al tavolo cinese, nel frattempo continuano a tessere la tela in Europa e in Medio Oriente. A breve scade l’ultimatum di Trump a Putin perché programmi l’incontro con Zelenskyj. Gli ultimatum sono fatti per subire le proroghe, è ragionevole pensare che questo sarà rinviato. La stagione favorisce l’offensiva russa. Dovrebbe durare fino ai primi freddi invernali, quando le pianure ucraine si copriranno di fango e ghiaccio. L’Armata russa guadagnerà così altre posizioni, da mantenere o scambiare al momento delle trattative.

I Volenterosi enfatizzano: il sostegno all’Ucraina è inossidabile, non ci faremo intimidire, alla faccia feroce di Putin (un “orco”, lo definisce Macron) opporremo una faccia altrettanto feroce. La Presidente della Commissione parla dell’Ucraina come di uno stato membro UE, dimentica che il negoziato di adesione è regolato dall’unanimità e non tutti i Ventisette sono d’accordo nell’accettare Kiev.

La strategia dei Volenterosi è orgogliosa quanto di difficile applicazione. Schierare le truppe a garantire che l’Ucraina pacificata non sia più a rischio. Dove e con quali regole d’ingaggio? La Francia è assertiva, il Regno Unito pure. La Germania esita: si può immaginare la Wermacht alle porte di Russia? L’Italia attende di capire come butta a Washington. Senza l’ombrello aereo e spaziale americano le truppe europee sarebbero cieche. Il sogno americano è di integrare la forza di interposizione con militari cinesi.

Washington è costantemente allineata a Gerusalemme. Inorridisce al disastro umanitario, si limita a chiedere a Israele di accelerare la campagna di Gaza, meno dura, minore sarà l’indignazione generale. Francia e Regno Unito si accingono a riconoscere la Palestina, lo stato che non c’è. L’America nega il visto alla delegazione dell’Autorità Palestinese che dovrebbe recarsi a New York per la Conferenza sulla Palestina. Chiaro è l’intento di boicottare la Conferenza e punire l’AP per avere spinto gli Europei al riconoscimento. La mossa incoraggerebbe Hamas a resistere nelle trattative sugli ostaggi. Hamas vedrebbe premiato il pogrom di ottobre 2023 come il momento in cui ha riportato la causa palestinese alla ribalta.

___

Cosimo Risi, già diplomatico, è stato da ultimo Ambasciatore d’Italia in Svizzera. Attualmente insegna Diritto Internazionale all’Università di Salerno e Relazioni internazionali  al Collegio europeo di Parma. Fa parte dell’Advisory Board di Italia.co. Il suo ultimo libro è Terre e guerre di Israele. Sette anni di cronache mediorientali (Luca Sossella Editore, 2024)

Tag

Partecipa alla discussione