Trump accusa Zelensky: “Non avrebbe mai dovuto iniziare la guerra”

Il presidente degli Stati Uniti stravolge la geopolitica occidentale: "L'Ucraina doveva arrendersi". Donald accusa Kyiv di aver rifiutato la pace e avvia negoziati segreti con Mosca, demolendo la linea adottata da Biden e dall’UE negli ultimi tre anni.

In un discorso a Mar-a-Lago, Donald Trump ha scatenato una tempesta diplomatica ribaltando la narrazione che Stati Uniti e Unione Europea hanno sostenuto negli ultimi tre anni sul conflitto in Ucraina. Secondo il presidente americano, la responsabilità dell’invasione russa del 2022 ricadrebbe in parte su Kyiv, che avrebbe dovuto “fare un accordo” invece di resistere. Una dichiarazione che smentisce apertamente la linea adottata da Washington sotto la precedente amministrazione e mina l’unità dell’Occidente nella difesa dell’Ucraina.

Un’inversione storica: dagli aiuti a Kyiv alla resa come soluzione

Trump ha affermato di avere il potere di porre fine alla guerra e ha criticato il presidente Volodymyr Zelenskyy per aver insistito nel combattere invece di negoziare con Mosca. “Non avreste mai dovuto iniziare”, ha detto, ignorando il fatto che l’Ucraina non ha scelto di essere invasa. Ha poi aggiunto che, se fosse stato lui alla Casa Bianca, avrebbe potuto garantire all’Ucraina “quasi tutto il territorio”, senza morti e distruzioni, suggerendo implicitamente che Kyiv avrebbe dovuto accettare una pace svantaggiosa fin dall’inizio.

Il piano anti Zelensky di Trump non è più top secret

Questo cambio di rotta segna una frattura con la politica adottata finora dagli Stati Uniti e dall’Europa, che hanno sostenuto Kyiv con aiuti militari ed economici per arginare l’espansionismo russo e difendere il principio dell’inviolabilità dei confini nazionali.

Patto segreto con Putin? Gli incontri tra USA e Russia senza Kyiv

L’inversione di Trump non si limita alle parole. Il giorno stesso, alti funzionari americani e russi si sono incontrati in Arabia Saudita per negoziare un accordo senza coinvolgere l’Ucraina, un fatto che ha suscitato indignazione a Kyiv. “Non sapevamo nulla”, ha dichiarato Zelenskyy, lasciando intendere che il futuro dell’Ucraina potrebbe essere deciso sopra le sue teste. A margine dei colloqui, Washington e Mosca hanno concordato di ripristinare il personale delle rispettive ambasciate, segno di un riavvicinamento che contrasta con la linea dura seguita finora dagli Stati Uniti nei confronti della Russia.

Il patto degli autocrati

Trump e Putin: un’alleanza che cambia gli equilibri mondiali?

Negli ultimi giorni, Trump ha intensificato i suoi commenti favorevoli nei confronti di Vladimir Putin, rivelando di aver parlato con lui telefonicamente sulla fine della guerra. Questo riaccende i timori su un possibile “patto degli autocrati”, in cui il leader americano potrebbe accettare di ridisegnare le sfere d’influenza globali lasciando campo libero a Mosca in Europa orientale.

Ucraina, ora Putin si sente vincente: ecco a che cosa punta. E Trump spinge per nuove elezioni a Kiev

Le sue dichiarazioni fanno emergere un interrogativo cruciale: Trump sta realmente cercando la pace o sta cedendo all’agenda russa, legittimando l’invasione e minando l’alleanza atlantica? Per alcuni è uno scandalo diplomatico senza precedenti, per altri una mossa pragmatica per chiudere un conflitto che si trascina da troppo tempo. Resta il fatto che con questa nuova linea, gli Stati Uniti non sono più il baluardo della resistenza ucraina, ma potrebbero diventare il principale artefice della sua resa.

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