In un dirompente post pubblicato su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare i partner internazionali, suggerendo che nazioni come il Regno Unito dovrebbero trovare il «coraggio» di spingersi nello Stretto di Hormuz per «prendersi» semplicemente il carburante di cui hanno bisogno.
«Dovrete imparare a combattere per voi stessi, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non lo siete stati per noi», ha tuonato l’inquilino della Casa Bianca, criticando apertamente i paesi che si sono «rifiutati di farsi coinvolgere nella decapitazione dell’Iran».
Trump ha poi sottolineato che, qualora le scorte energetiche dovessero scarseggiare, gli alleati potrebbero acquistare «carburante per jet» direttamente dagli USA, dove la disponibilità sarebbe «abbondante». L’affondo finale non lascia spazio a interpretazioni: «L’Iran è stato, essenzialmente, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a prendervi il vostro petrolio!». Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.
Crisi Iran, Hegseth avverte: «Giorni decisivi»
Il Segretario alla Guerra statunitense, Pete Hegseth, ha dichiarato che i prossimi giorni saranno «decisivi» per le sorti del conflitto, avvertendo che Washington è pronta ad alzare l’intensità dello scontro se l’Iran non accetterà di siglare un accordo.
L’escalation sta già presentando il conto all’economia americana: il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti ha raggiunto i 4 dollari al gallone per la prima volta dal 2022. Un dato politicamente sensibile, che segnala quanto il conflitto stia gravando sulle tasche dei consumatori a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre.
Sul fronte diplomatico e della sicurezza, la tensione è ai massimi storici. Teheran ha promesso ritorsioni contro i colossi americani — tra cui Microsoft, Apple, Meta, Google, JPMorgan e Palantir — accusandoli di complicità negli attacchi «terroristici» che hanno causato vittime tra i cittadini iraniani. Nel frattempo, i venti di guerra soffiano anche sul Golfo: le autorità di Dubai hanno riferito di aver domato un incendio a bordo di una petroliera kuwaitiana, colpita da un drone mentre transitava nelle acque dell’emirato.
Petrolio alle stelle e ombre sul Segretario alla Guerra
Nonostante l’incertezza, i mercati azionari statunitensi ed europei hanno registrato un rialzo. A correre è soprattutto il comparto energetico: il Brent è salito a circa 118 dollari al barile, avviandosi a chiudere il mese con il guadagno più alto mai registrato nella sua storia.
A complicare il quadro interno per l’amministrazione Trump è però un’indiscrezione del Financial Times. Secondo il quotidiano britannico, un broker di fiducia di Hegseth avrebbe tentato di effettuare massicci investimenti nelle principali aziende della difesa proprio nelle settimane precedenti l’attacco congiunto USA-Israele contro l’Iran, sollevando pesanti interrogativi su possibili conflitti d’interesse.
