Friedrich Merz, il cui partito di centro-destra ha ottenuto il maggior numero di voti alle elezioni tedesche, si trova di fronte a un’ampia scelta di candidati nel tentativo di formare un nuovo governo. La prima cosa da fare sarà trovare dei partner di coalizione: Alternativa per la Germania (AfD), che si è classificata seconda, è tenuta fuori dalla politica tedesca, quindi Merz deve trovare accordi con altri partiti, un lavoro che potrebbe richiedere settimane.
Poi dovrà cercare di rilanciare un’economia moribonda, ostacolata da rigide regole sul debito che limiteranno la spesa – un problema anche se vorrà aumentare la spesa per la Difesa per raggiungere gli obiettivi della NATO, come richiesto dalla nuova amministrazione statunitense. L’AfD e la sinistra dei duri e puri di Die Linke, gli altri grandi vincitori delle elezioni, hanno abbastanza voti per rallentare qualsiasi riforma.
Con il voto di domenica, la Germania vira a destra e Friedrich Merz si prepara a guidare il cambio di scenario. Il blocco di centrodestra CDU/CSU ha vinto le elezioni federali con il 28,5% dei voti, ma senza una maggioranza netta, costringendolo a cercare alleati. La vera scossa a Berlino, però, arriva dall’ultradestra: l’AfD raddoppia i consensi e tocca il 21%, il suo miglior risultato di sempre.
Mentre i liberali dell’FDP e la sinistra rossobruna di Sahra Wagenknecht (BSW, scissione a destra di Die Linke) restano fuori dal Bundestag, i partiti maggiori si rafforzano. Per Merz, il rebus ora è la coalizione: una possibile intesa con l’SPD di Scholz (il vero sconfitto, con un tracollo del 10%) gli garantirebbe una risicata maggioranza, ma il peso crescente di AfD e Die Linke potrebbe ostacolare la sua agenda, soprattutto su investimenti e difesa.
Con lo spettro di un’America sempre più distante, Merz suona la carica per un’Europa indipendente da Washingtonm ma non sarà facile. Dopo le dichiarazioni di Trump, che considera l’UE una questione secondaria, il leader tedesco insiste sulla necessità di rafforzare la sicurezza e la difesa europee senza più affidarsi agli USA. Più facile a dirsi che a farsi.
Elezioni Germania: l’AfD da outsider a protagonista della politica nazionale
Ma perché AfD ha sfondato? Il raddoppio dei voti è il sintomo di un malessere profondo: crisi economica, inflazione persistente e il peso della transizione ecologica imposta da Berlino hanno alimentato la rabbia degli elettori. L’immigrazione, poi, resta un tema bollente: le politiche di accoglienza del governo del socialdemocratico Scholz hanno scatenato forti resistenze, spinte anche da un crescente risentimento euroscettico.
Mentre l’euro e la Borsa reagiscono positivamente alla vittoria di Merz, è chiaro che Bruxelles ha bisogno di una Germania stabile e reattiva, ma la frammentazione politica complica il percorso. Il messaggio degli elettori è chiaro: la Germania vuole cambiare rotta. Ora tocca a Merz dimostrare di essere l’uomo giusto per la sfida.