Beltrame, nuovo ambasciatore a Mosca (filoputiniano)

In Russia va un diplomatico in quota Lega per avviare un nuovo dialogo con Putin, seguendo la linea dettata dalla Casa Bianca di Trump. È stato consigliere di figure di spicco del Carroccio, da Matteo Salvini (ai tempi della missione che portò all'affaire Metropole), a Giorgetti.

La nomina di Stefano Beltrame come nuovo ambasciatore italiano a Mosca è una mossa dal forte peso politico, che segnala un cambio di passo nella strategia di Roma verso la Russia, in piena sintonia con la nuova linea della Casa Bianca di Donald Trump.

Considerato un diplomatico in quota Lega, Beltrame non è una figura casuale. È stato consigliere di figure di spicco del Carroccio come Matteo Salvini (ai tempi della missione che portò all’affaire Metropole), Luca Zaia e, fino a oggi, del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La sua nomina, decisa dal ministro degli Esteri Tajani d’accordo con la premier Meloni, indica una volontà di governo unitaria di riaprire un canale di dialogo con il Cremlino, con l’obiettivo di favorire i negoziati tra Putin e Zelensky, seguendo l’impulso americano.

Beltrame sostituisce Cecilia Piccioni, fedelissima di Tajani, che riceve una promozione di altissimo livello alla Farnesina. Questo non è dunque un avvicendamento punitivo, ma un riposizionamento strategico. La missione del nuovo ambasciatore sarà delicata: tutelare gli interessi delle imprese italiane mentre l’Italia stessa sostiene un nuovo pacchetto di sanzioni UE contro Mosca, in un complesso equilibrio tra pressione e diplomazia.

Tag

Partecipa alla discussione