Difesa e caro-energia, scontro a Palazzo Chigi tra Meloni e Crosetto

Altolà della premier al ministro della Difesa, cofondatore di Fratelli d'Italia, sulle spese militari per la NATO. La priorità va data ai fondi contro il caro-energia provocato dalla crisi di Hormuz, perché "altrimenti non rimarrà nulla da difendere" per famiglie e imprese, dice la presidente del Consiglio.

Un acceso confronto a Palazzo Chigi ha segnato il clima politico a Roma. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si sono scontrati sulle priorità economiche del governo, divisi dall’uso dei fondi europei e dalle urgenze dettate dalla crisi internazionale.

Chi si trovava nei corridoi della sede dell’esecutivo riferisce di toni decisamente alti tra i due storici fondatori di Fratelli d’Italia. Il loro legame politico, nato insieme al partito, registra una fase di aperta divergenza. Il centro del dibattito riguarda il bilanciamento delle risorse tra il potenziamento dell’apparato militare e il contenimento del caro-energia, causato dal conflitto in Iran.

L’Italia è chiamata a rispettare gli impegni assunti in sede NATO, che prevedono un aumento della spesa per la sicurezza fino al 5% del PIL entro il 2035. Per finanziare tali interventi, a luglio Roma aveva opzionato i fondi Safe, un programma europeo di prestiti agevolati destinato a garantire all’Italia un bacino di 14,9 miliardi di euro.

Lo scenario globale ha poi subìto un grave contraccolpo. La guerra ha bloccato lo stretto di Hormuz, snodo marittimo cruciale per il 20% del traffico petrolifero mondiale, innescando un’impennata dei prezzi di carburanti e bollette. Questa emergenza ha spinto la premier a ricalcolare le urgenze del Paese. In una lettera inviata alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, Meloni ha vincolato l’accesso al programma Safe a una richiesta specifica: la deroga al Patto di stabilità dovrà includere anche i sussidi necessari per tutelare i cittadini dai rincari energetici.

Questa riprogrammazione ha provocato la decisa reazione di Crosetto. Il ministro aveva già inviato due solleciti al dicastero dell’Economia per sbloccare i fondi militari, rimanendo in attesa di risposte. La sua insofferenza è culminata nel faccia a faccia di ieri mattina, andato in scena poco prima della sua partenza per una missione istituzionale all’estero. In un videomessaggio trasmesso all’assemblea di Confindustria Brescia, il responsabile della Difesa ha ribadito la necessità vitale di finanziare le Forze Armate, definendo qualsiasi freno a tali investimenti un danno al futuro del Paese.

La strategia della presidente del Consiglio si concentra sull’impatto sociale della crisi. Intervenendo all’assemblea di Confindustria, Meloni ha confermato l’importanza strategica del settore militare, affiancandola a un’esigenza giudicata ancora più imminente: la tenuta economica di famiglie e aziende schiacciate dall’inflazione. Il suo piano d’azione prevede prima il sostegno al tessuto produttivo e civile, un passaggio considerato indispensabile per preservare la solidità stessa della nazione e avere ancora, in futuro, un sistema da proteggere.

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