Le elezioni federali tedesche del 2025 segnano un punto di svolta nella politica del Paese, con l’estrema destra dell’AfD che, per la prima volta, emerge come forza centrale nel dibattito pubblico. Nonostante la vittoria attesa di Friedrich Merz e del suo partito conservatore CDU, il vero protagonista della campagna è stato l’Alternative für Deutschland, che ha consolidato il suo consenso fino a raggiungere il secondo posto nei sondaggi.
Nato come partito di professori contrari ai salvataggi della zona euro, l’AfD si è trasformato negli ultimi dodici anni in una forza politica sempre più radicale, alimentata da sentimenti anti-immigrazione e dalla crescente influenza di esponenti di estrema destra e neo-nazisti. Le dichiarazioni della leader Alice Weidel contro la gestione delle frontiere e la politica migratoria della CDU di Merkel hanno trovato ampia risonanza tra gli elettori, mentre il partito ha goduto di endorsement di peso come quelli di Elon Musk e del vicepresidente USA JD Vance.
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Nonostante sia sotto sorveglianza da parte delle autorità tedesche per sospetto estremismo, l’AfD ha imposto i propri temi nel dibattito elettorale, spostando il focus dalla crisi economica e dalle questioni ambientali alla sicurezza e all’immigrazione. Secondo un’analisi di Die Zeit, persino partiti di sinistra hanno adottato la retorica dell’AfD su questi temi, dimostrando l’impatto del partito sulla politica tedesca.
La tensione politica è stata amplificata da attacchi violenti e manifestazioni contro l’estrema destra. Mentre l’AfD ha cercato di smarcarsi dalle accuse di nazismo, il linguaggio usato dai suoi esponenti è diventato sempre più aggressivo, con richiami alla “remigrazione” e alla deportazione di stranieri e cittadini considerati non assimilati. Il partito, storicamente radicato nell’ex Germania Est, si sta ora espandendo nelle regioni industriali occidentali, sfidando il tabù politico che lo ha tenuto fuori dal potere.
Nonostante il “firewall” – l’accordo non scritto tra i partiti tradizionali per escludere l’AfD da qualsiasi coalizione – la sua ascesa rappresenta una minaccia alla stabilità politica del paese. Merz, pur ribadendo il suo rifiuto di un’alleanza con l’AfD, ha già accettato il loro sostegno in Parlamento su misure restrittive in tema di sicurezza e immigrazione, violando un tabù politico e confermando il peso crescente dell’estrema destra.
Dietro questa svolta c’è il malcontento diffuso tra gli elettori, dovuto alla stagnazione economica, alla crisi energetica e all’afflusso di rifugiati dal 2015. Il declino della popolarità del cancelliere Scholz e del suo governo ha spianato la strada all’AfD, che ha intercettato la frustrazione di una fetta crescente della popolazione.
Sebbene Trump non sia popolare in Germania, la vicinanza dell’AfD all’ex presidente USA e il sostegno ricevuto da Washington potrebbero trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Tuttavia, gli analisti avvertono che i partiti centristi hanno poco tempo per dimostrare di saper rispondere alle preoccupazioni degli elettori, o rischiano di consegnare il futuro politico della Germania all’estrema destra.