La Danimarca ha contrastato la tendenza globale al populismo di destra perché il suo governo di centro-sinistra ha assunto una posizione restrittiva sull’immigrazione, sostiene David Leonhardt del New York Times.
In tutto l’Occidente, i partiti di estrema destra sono cresciuti con l’abbandono della sinistra da parte degli elettori della classe operaia. Ma i socialdemocratici danesi, favorevoli all’aborto e allo Stato sociale, al potere dal 2019, restano popolari.
La premier danese Mette Frederiksen
In particolare, il partito ha ridotto l’immigrazione, sostenendo che danneggiava in modo sproporzionato gli elettori più poveri, e ha compiuto sforzi aggressivi per integrare il numero considerevole di migranti che ancora accoglieva. Questo ha emarginato l’estrema destra danese, ha scritto Leonhardt, con una politica sull’immigrazione “coerente con i valori progressisti e politicamente sostenibile” – che la destra chiama woke – a differenza dell’“approccio crudele” del presidente statunitense Donald Trump e della posizione dei sostenitori secondo cui “più è bene e meno è razzista”.
I più accorti sostengono che il modello non populista danese dà molto fastidio a Trump, perché nega in partenza i motivi del successo delle politiche di destra, in America ma anche in Germania e in Italia. Si spiega così una delle sparate trumpiane, la proposta di acquisto della Groenlandia, territorio della Danimarca? Probabilmente sì.
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Mette Frederiksen è popolare perché ha coniugato pragmatismo e valori progressisti, adottando una politica migratoria restrittiva ma inclusiva. Ha ridotto il flusso migratorio senza scivolare nella retorica xenofoba, rafforzando al contempo i programmi di integrazione. Questo ha mantenuto il consenso della classe operaia, prevenendo la crescita dell’estrema destra, a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei.
Ha anche difeso lo Stato sociale, garantendo welfare, sanità pubblica e diritti dei lavoratori. Durante la pandemia, la sua gestione efficace ha rafforzato la fiducia nel governo. La sua fermezza su sicurezza e criminalità ha smontato la narrativa secondo cui solo la destra può garantire ordine e stabilità.
Frederiksen si è distinta dal “musktrumpismo” rifiutando la polarizzazione e il linguaggio incendiario. Il suo approccio razionale e basato sui dati ha consolidato un ampio consenso, dimostrando che la sinistra può rimanere competitiva senza cedere al populismo.
