Antonio Bolognese è professore onorario di Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma e responsabile scientifico della Commissione dell’Ordine dei Medici di Roma sulla cannabis e altre dipendenze. Intervista di Antonello Sette.
Professor Bolognese, il 10 novembre al cinema Adriano di Roma verrà proiettato il docufilm di Iacopo Volpi “QUIEORA”, che racconta l’epopea delle sedici ragazze del volley italiano, che hanno scritto due straordinarie pagine di storia, vincendo di seguito un’Olimpiade e un Campionato del Mondo…
“Sarà una giornata irrinunciabile, all’insegna della solidarietà, della condivisione e dell’amicizia, organizzata dal Circolo Canottieri Aniene, insieme all’Osservatorio sulle dipendenze e all’Ordine dei Medici di Roma. La proiezione del bellissimo docufilm di Iacopo Volpi ha, come suo scopo finale, la raccolta di fondi per la prevenzione delle dipendenze nelle scuole e nei centri sportivi. Una campagna, portata avanti da alcuni professionisti dell’Ordine dei Medici e dell’Osservatorio sulle dipendenze , che si sono assunti il gravoso compito di divulgare capillarmente un messaggio non ideologico, ma unicamente scientifico, ai giovanissimi delle scuole e dei centri sportivi, di età compresa fra i 9 e i 15 anni, con lo scopo di metterli al corrente di tutte le problematiche che possono derivare dalle dipendenze patologiche, sia da quelle comportamentali, quali l’uso dei social, dello smartphone, la ludopatia e i videogiochi, sia da quelle derivate dall’uso e abuso di sostanze nocive, spaziando dalla cannabis alla cocaina e a tutte le nuove sostanze psicoattive, che vengono immesse su un mercato clandestino, con cui i giovani possono facilmente entrare in contatto attraverso internet”.
Prevenire prima che sia troppo tardi. È questa la vostra, senza ombra di dubbio, nobile missione?
“Mettere in campo una prevenzione sull’abuso dilagante dei social, degli smartphone e delle sostanze dagli stessi propagandate, si sta rivelando un antidoto formidabile e vincente”.
Torniamo alla serata del 10 novembre all’Adriano…
“Il clou dell’evento benefico sarà la proiezione del docufilm “QUEORA” di Iacopo Volpi, ex Direttore di Raisport, qui nelle vesti di grande appassionato di pallavolo, che racconta e rivive le gesta delle sedici ragazze italiane del volley, capaci di vincere la medaglia d’oro, prima alle Olimpiadi di Parigi e poi ai mondiali di Bangkok. Un’impresa straordinaria, un miscuglio irrepetibile di emozioni e di sentimenti forti, una storia di compagne di amicizia, prima ancora che di squadra, raccontata da Volpi con maestria e immedesimazione emotiva. Presenzieranno a questa magica serata, dove la gloria sportiva si mescola con l’amicizia, la solidarietà e la condivisione, i Presidenti del CONI Luciano Buonfiglio e della Federazione Italiana Pallavolo Giuseppe Manfredi. Mi preme ricordare che l’evento del 10 novembre non sarebbe stata possibile, senza la generosità dei consoci della Canottieri Aniene, a partire da Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa, e del Cinema Adriano, che offrirà gratuitamente l’uso della sala di proiezione, dell’autore del docufilm Jacopo Volpi e del regista Mario Maellaro”.
Caro professore, lei va in giro per le scuole e per i centri sportivi ormai da molti anni. Avete toccato con mano gli esiti benefici del vostro coraggioso proselitismo a favore della libertà dalle droghe?
“Dal 2021 al 2025 abbiamo incontrato più di settemila persone: cinquemila ragazzi, fra studenti e atleti in divenire, insieme a loro, docenti, allenatori e genitori. Abbiamo verificato dal vivo che questa strategia dell’educazione fra pari, che viene portata avanti durante l’intero anno scolastico e dell’attività sportiva, rende coscienti e consapevoli i giovani dei rischi a cui vanno incontro se cadono nelle dipendenze dai social, dagli smartphone e dalle droghe di ogni specie. Nelle società sportive la nostra attenzione si allarga alle lusinghe fuorvianti dal punto di vista etico e pericolosissime per la salute del doping, con il contributo diretto del Comitato italiano sport contro le droghe e il doping, presieduto da Daniele Masala, campione olimpionico di pentathlon moderno alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, che ci è stato accanto nelle nostre iniziative, anche attraverso la procurata elargizione di un contributo economico di sostegno da parte di Sport e Salute. L’appuntamento all’Adriano è una tappa importante del nostro viaggio di salvaguardia dei giovani dei nostri tempi inquieti, dove il rischio è dietro l’angolo e, purtroppo, anche dentro le case. Vale la pena esserci, oltre che per aiutare una causa, credo da tutti condivisibile, per respirare l’aria pulita dell’amicizia, della solidarietà e della condivisione. E, poi, il docufilm è bellissimo e merita di essere visto e vissuto, perché il racconto di un miracolo sportivo va diritto al cuore. Senza filtri e cali di tensione”.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato da salutein.news, che ringraziamo

