Dipendenze, Bruno Botta: “Servono competenze aggiornate e integrate”

Dall’abbassamento dell’età di esordio alle nuove dipendenze digitali: il Rettore di UnitelmaSapienza spiega perché formare professionisti specializzati è oggi una priorità strategica.

di Ennio Bassi

Non sono più soltanto le sostanze a preoccupare, ma un universo in continua trasformazione che include comportamenti, tecnologie e fragilità sociali sempre più diffuse. Le dipendenze patologiche si confermano una delle sfide più complesse per il sistema sanitario contemporaneo, tra servizi sotto pressione e bisogno crescente di approcci multidisciplinari. In questo scenario si inserisce il Master di UnitelmaSapienza dedicato a diagnosi, prevenzione e trattamento.

Abbiamo intervistato il Rettore dell’Ateneo, il professor Bruno Botta, per approfondire le criticità emergenti, il ruolo della formazione e le prospettive professionali in un ambito in rapida evoluzione.

Rettore, perché oggi è urgente investire in formazione sulle dipendenze patologiche? Quali segnali vede più chiari nel sistema sanitario e nella società?

Oggi le dipendenze patologiche rappresentano una delle sfide più complesse e trasversali per i sistemi sanitari e per la società nel suo complesso. Non parliamo più soltanto di sostanze, ma di fenomeni in continua evoluzione che intercettano fragilità individuali e trasformazioni sociali profonde. Vediamo segnali chiari: l’abbassamento dell’età di esordio, l’aumento delle comorbilità psichiatriche, la diffusione delle dipendenze comportamentali e digitali, spesso meno visibili ma altrettanto impattanti. Anche il sistema sanitario evidenzia criticità: servizi sotto pressione, bisogno crescente di approcci integrati e carenza di professionisti con competenze specifiche e aggiornate. Investire in formazione significa quindi rafforzare la capacità di risposta, ma anche prevenire, intercettare precocemente e intervenire in modo più efficace.

Che cosa distingue questo Master rispetto ad altri percorsi su salute mentale e dipendenze? Qual è il “valore aggiunto” di UnitelmaSapienza?

Il valore distintivo di questo Master risiede nella sua impostazione realmente interdisciplinare e orientata alla pratica. Non si limita a fornire conoscenze teoriche, ma costruisce competenze operative immediatamente spendibili. UnitelmaSapienza, in quanto università digitale della Sapienza, coniuga il rigore accademico con una grande accessibilità. Il Master si avvale di docenti provenienti dal mondo clinico, accademico e dei servizi territoriali, offrendo una visione integrata e aggiornata. Il valore aggiunto è proprio questa sintesi: qualità scientifica, flessibilità e forte connessione con i contesti reali di intervento.

Il titolo parla di diagnosi, prevenzione e trattamento: qual è l’equilibrio tra teoria, strumenti clinici e applicazione pratica nella didattica?

Abbiamo costruito un equilibrio intenzionale tra questi tre livelli. La teoria è fondamentale per comprendere i modelli interpretativi e le basi neurobiologiche e psicologiche delle dipendenze. Tuttavia, grande spazio è dedicato agli strumenti clinici – dalla valutazione diagnostica ai protocolli di intervento – e soprattutto alla loro applicazione. La didattica integra casi clinici, esercitazioni e momenti di confronto, con l’obiettivo di rendere ogni contenuto immediatamente traducibile nella pratica professionale.

Le dipendenze oggi non sono solo sostanze: gioco d’azzardo, digitale, comportamentali. Quanto spazio avranno questi temi e con quale approccio?

Avranno uno spazio centrale. Le dipendenze comportamentali rappresentano oggi una frontiera cruciale, sia per la loro diffusione sia per la difficoltà di riconoscimento. L’approccio sarà multidimensionale: clinico, psicologico, sociale e anche culturale. Affronteremo il gioco d’azzardo patologico, le dipendenze digitali, le nuove forme di dipendenza emergenti, analizzandone i meccanismi, gli strumenti diagnostici e le strategie di intervento, sempre con una prospettiva integrata.

A chi si rivolge principalmente il Master? Quali profili professionali ne trarranno più beneficio, e perché?

Il Master si rivolge a un’ampia platea di professionisti: medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali e operatori dei servizi socio-sanitari. Ne trarranno particolare beneficio tutti coloro che lavorano – o intendono lavorare – nei contesti in cui le dipendenze si manifestano e vengono trattate. Questo perché il Master fornisce competenze trasversali, capaci di migliorare sia la capacità diagnostica sia l’efficacia degli interventi.

Dal punto di vista del lavoro: quali competenze “spendibili” porta a casa chi lo frequenta? E in quali contesti?

Chi frequenta il Master acquisisce competenze concrete: capacità di valutazione clinica, utilizzo di strumenti diagnostici, progettazione di interventi personalizzati, lavoro in équipe multidisciplinare e gestione dei casi complessi. Queste competenze sono spendibili in molti contesti: servizi per le dipendenze (SERD), ospedali, servizi territoriali, comunità terapeutiche, scuole, contesti educativi e anche aziendali, dove cresce l’attenzione al benessere e alla prevenzione.

UnitelmaSapienza è un’università digitale: come garantite interazione e qualità in un tema così delicato?

La dimensione digitale non è un limite, ma un’opportunità. Garantiamo qualità attraverso una progettazione didattica avanzata, che include lezioni interattive, casi clinici, simulazioni e lavori di gruppo. Sono previsti momenti di confronto diretto con i docenti, attività di supervisione e discussione guidata, proprio per favorire l’elaborazione critica e lo sviluppo di competenze applicative. L’obiettivo è creare una vera comunità di apprendimento, anche a distanza.

Se dovesse convincere un professionista già molto impegnato: perché vale la pena iscriversi adesso?

Perché il contesto sta cambiando rapidamente, e rimanere aggiornati non è più opzionale. Le dipendenze stanno assumendo forme nuove e sempre più complesse: senza strumenti adeguati, si rischia di essere meno efficaci nel proprio lavoro. Questo Master offre una formazione flessibile, compatibile con gli impegni professionali, ma allo stesso tempo di alto livello. È un investimento mirato, che restituisce valore immediato nella pratica quotidiana.

Qual è il cambiamento concreto che questo Master può innescare nella pratica quotidiana?

Il cambiamento più importante è nel modo di guardare e gestire i casi. Il professionista acquisisce una maggiore capacità di lettura integrata del fenomeno, riconosce precocemente i segnali di rischio e interviene con maggiore precisione e consapevolezza. In concreto, significa migliorare la qualità della presa in carico, lavorare meglio in équipe e offrire risposte più efficaci e personalizzate alle persone. È un cambiamento che si traduce in maggiore impatto clinico e sociale.

Fonte: Associated Medias

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