Droghe e guida dell’auto: addio alla “tolleranza zero”. Cosa cambia dopo la sentenza della Consulta

Guida e uso di droga, l'opinione della tossicologa Maria Caterina Grassi, docente alla Sapienza: «Chi si mette al volante dopo aver assunto sostanze di abuso è sempre un pericolo». «I tempi di reazione e di frenata si allungano. E per alcune nuove droghe sintetiche non esistono ancora test atti a individuarle».

Guida e uso di droga, la tossicologa Maria Caterina Grassi, docente alla Sapienza: «I tempi di reazione e di frenata si allungano. E per alcune nuove droghe sintetiche non esistono ancora test atti a individuarle». «Chi si mette al volante dopo aver assunto sostanze di abuso è sempre un pericolo»

di Margherita De Bac

«Chi guida dopo aver assunto sostanze di abuso è sempre un pericolo», esclama Caterina Grassi, farmacologa e tossicologa dell’università La Sapienza. Se la sostanza è stata presa giorni prima costituisce sempre e comunque un pericolo? «Dipende dalla sua emivita, vale a dire dal tempo in cui la concentrazione nel sangue della sostanza si dimezza e gli effetti cominciano a scemare. La cannabis ha un’emivita di lunga durata così come la cocaina: con l’aggiunta di alcol si forma l’etilene che prolunga la permanenza delle tracce nel sangue».

Cosa succede al guidatore quando le sostanze sono ancora attive?

«I tempi di reazione si allungano. Se devo frenare all’improvviso, spingo il pedale dopo 10 metri anziché i tre metri che sarebbero necessari per evitare di non passare col rosso. Si prolungano anche i tempi necessari per diminuire la velocità. Questo succede perché la persona al volante ha un’alterazione nella risposta agli stimoli».

Che ne pensa della sentenza della Consulta sull’interpretazione dell’articolo 187 del codice della strada?

«Secondo me per annullare il rischio non bisogna assumere sostanze. Pensiamo alle nuove sostanze d’abuso, le NSP, che pur essendo psicoattive non vengono ritrovate nelle urine. Appena sintetizzate, non esistono ancora test per individuarle. Sono allucinogeni, come il vecchio LSD».

Questa intervista è stata pubblicata dal Corriere della Sera, che ringraziamo

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La Corte costituzionale ha stabilito che non basta la semplice assunzione ma è necessario valutare se ne derivi un pericolo concreto per la circolazione. I dettagli del dispositivo

Temuta e molto discussa, la norma sulla guida dopo aver assunto droghe, magari giorni prima, accertato da un test estemporaneo, a prescindere dai reali effetti, è stata ridimensionata dalla Corte Costituzionale. Cade cioè l’automatismo punitivo per il quale si incorre in sanzioni a prescindere dal reale pericolo provocato dall’assunzione di sostanze considerate stupefacienti, anche per uso terapeutico. Viene rivisto cioè il perimetro dell’articolo 187 del codice della strada. La sentenza n. 10 del 2026 spiega infatti che la norma, che non viene cancellata, deve essere interpretata nel senso che viene punito solo chi si mette alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale.

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