“È in aumento tra i giovani il rischio di dipendenza tecnologica, anche tra i giovanissimi. Questo tipo di rapporto con le piattaforme digitali genera forme di malessere, isolamento sociale, perdita di interesse per la vita fuori dallo schermo”. Per Sonia Salvini, responsabile della Salute mentale e dipendenze della Regione, il trend, preoccupante, riguarda tutta l’Italia, Liguria compresa, come mostrato dai report HBSC 2022 e ESPAD 2024.
Sull’uso problematico dei social non esistono dati aggiornati al 2026, per avere statistiche consolidate bisogna tornare indietro al 2022. Ma le tendenze evidenziate in quello studio, come indicano gli indicatori internazionali, sono tutt’ora valide. Sono due gli aspetti più rilevanti.

Il primo è che tra le ragazze liguri di 15 anni l’uso problematico dei social media passa dall’11,1% nel 2018 al 21,5% nel 2022 (contro il 6.7 per cento dei ragazzi). Questo incremento registrato sul nostro territorio è comunque in linea con le medie nazionali.
Il secondo aspetto riguarda il gaming. L’uso dei videogiochi è inversamente correlato al livello socioeconomico più elevato ed è leggermente più frequente nei maschi (18,3%) rispetto alle femmine (16,5%).

“L’uso problematico dei social è un fenomeno in crescita, come possiamo notare anche dai numeri dei giovani presi in carico dai servizi territoriali – dice Sonia Salvini, responsabile della Salute mentale e dipendenze della Regione – Il dato femminile fa riflettere. Per comprenderlo possiamo partire da alcuni studi scientifici già pubblicati che ipotizzano tra le ragioni di malessere, depressione e ansia l’incapacità di vedersi nel futuro, di costruire un progetto di realizzazione. Questo si somma a un più generale processo di normalizzazione dei comportamenti”.

“Oggi – continua Salvini – è normale non interrompere mai l’uso del cellulare e le nuove generazioni stanno crescendo con questa idea, considerando normale l’uso dello smartphone, dei social e della rete come strumento di studio, lavoro, amicizia, intrattenimento, comunicazione, relazione”.
Un altro dato preoccupante riguarda l’azzardo online. Qui il problema non è confinato in una dimensione generazionale. Come riporta una tabella di un report di Federconsumatori basato su dati ADM, il volume delle giocate pro capite in Liguria nel 2024 è pari 1.437 euro euro (giocate da tutti i liguri, neonati compresi).

La Liguria è collocata nella parte alta della classifica, vicino al dato più alto registrato in Abruzzo (2.039 euro) e ben al di sopra di tutte le altre regioni del Nord, poste più in basso, con il valore più basso attribuito al Veneto (829 euro).
Fonte: IlSecoloXIX