Mattarella, Meloni e Papa Leone XIV alla VII Conferenza nazionale sulle dipendenze

Emergenza droga. La sostanza più usata è la cannabis: consumo al 21% tra gli studenti. Confronto tra rappresentanti del governo, delle Regioni, del mondo scientifico e del privato sociale.

Roma, 8 novembre 2025 – “Insieme si può”. Di fronte all’emergere di nuove dipendenze, dalle droghe alle tecnologie, le istituzioni sono chiamate a fornire una risposta più ampia e coordinata. È il messaggio che arriva dalla VII Conferenza nazionale sulle dipendenze, in corso ieri e oggi al Centro Congressi Auditorium della Tecnica di Roma. Un confronto tra rappresentanti del governo, delle Regioni, del mondo scientifico e del privato sociale che, in formato esteso, non si faceva dal 2009 nonostante per legge sia prevista una periodicità triennale.

“La tragedia delle dipendenze, la tragedia delle vite distrutte dalla droga, della perversa presenza e opera della criminalità organizzata, richiede un impegno corale”, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Parole che seguono quelle di Leone XIV. È il Papa, per primo, a volgere lo sguardo ai giovani mettendo l’accento sulle “forme nuove” di dipendenze, determinate dal “crescente utilizzo di Internet, computer e smartphone”, che si aggiungono a droghe e alcol. Fenomeni che, il più delle volte, sottolinea Leone XIV “sono il sintomo di un disagio mentale o interiore dell’individuo e di un decadimento sociale di valori e di riferimenti positivi”.

“La droga e le dipendenze non avranno l’ultima parola e nessuno è solo o rimarrà solo in questa battaglia” ha assicurato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Per affrontare una sfida in cui “le vecchie dipendenze si sovrappongono e si intrecciano alle nuove, generando fragilità e problemi che spesso erano sconosciuti in passato” Meloni parte dalla più tangibile delle questioni: “Dal 2024 al 2025 – fa sapere la premier – l’investimento economico è raddoppiato, toccando quota 165 milioni di euro, una cifra mai stata disponibile in passato”.

Nel 2024 la cannabis – secondo i dati della relazione annuale al Parlamento 2025 del dipartimento per le politiche antidroga – è la sostanza psicoattiva più diffusa in Italia. Al secondo posto la cocaina: causa il 35% dei decessi accertati per intossicazione acuta letale e il 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe. Tra gli studenti, lo scorso anno, il 21% ha dichiarato di aver consumato cannabinoidi, il 5,8% nps, il 3,5% cannabinoidi sintetici, il 2,4% stimolanti, l’1,8% cocaina, l’1,2% allucinogeni e l’1,2% oppiacei. Resta alto il consumo di alcol (76%) e di psicofarmaci senza prescrizione (12%). Inoltre il 39% degli studenti (970 mila) ha fumato almeno una sigaretta; il 40% (990 mila) una sigaretta elettronica; il 76% (1 milione e 900 mila) ha assunto bevande alcoliche; il 30% (740 mila) riferisce di essersi ubriacato; il 12% (290 mila) ha fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione. Ma a preoccupare non solo le sostanze: oltre 1,4 milioni di studenti (57%) hanno giocato d’azzardo almeno una volta e il 17% mostra un uso problematico dei videogame.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato da Quotidiano Nazionale, che ringraziamo

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