Nitazeni, il primo caso sospetto di overdose fatale accende l’allarme anche in Italia

La morte di un giovane di 28 anni a Brunico è un tragico spartiacque nella storia delle dipendenze nel nostro Paese. Le autorità sanitarie sospettano che il decesso sia stato causato dall’assunzione del potentissimo oppioide.

La morte di un giovane di 28 anni a Brunico è un tragico spartiacque nella storia delle dipendenze nel nostro Paese. Le autorità sanitarie sospettano che il decesso sia stato causato dall’assunzione di nitazeni, potentissimi oppioidi sintetici che stanno seminando vittime in diverse parti del mondo. Se le analisi tossicologiche confermeranno questa ipotesi, si tratterebbe del primo caso accertato di overdose fatale da nitazeni in Italia. In ogni caso, diversi elementi portano a credere che i nitazeni si stiano effettivamente diffondendo anche sul territorio italiano: nonostante fino a oggi la situazione non abbia raggiunto livelli allarmanti, le autorità hanno già serrato i controlli.

Massima allerta dal 2022

La Relazione annuale ai Servizi Antidroga evidenzia come, a partire dal 2022, siano stati identificati in Italia vari tipi di nitazeni, principalmente in materiale sequestrato dalle Forze dell’ordine, ma anche in alcuni casi di intossicazione e decesso. Tra dicembre 2024 e gennaio 2025, il Sistema Nazionale di Allerta Rapida ha identificato di tre ulteriori oppioidi sul territorio nazionale, segno di una presenza crescente e diversificata di queste sostanze.

Un campanello d’allarme particolarmente significativo riguarda il N-pirrolidino isotonitazene. Questa sostanza infatti non era presente nel database dell’Agenzia Europea per le Droghe, in altre parole la sostanza sequestrata in Italia è la prima rinvenuta sul territorio europeo. E questo porta anche a credere che il nostro Paese non sia più soltanto un punto di passaggio, ma stia diventando un mercato a tutti gli effetti.

L’Europa e la tradizione delle droghe sintetiche

La diffusione dei nitazeni in Europa non sorprende. Queste sostanze circolano quantomeno dal 2019, e del resto il nostro continente ha infatti una tradizione consolidata nella produzione clandestina di droghe sintetiche, dalle amfetamine alle metamfetamine, dall’MDMA ai catinoni sintetici. Le tecniche di produzione si evolvono continuamente per eludere la normativa e le sanzioni, attraverso l’uso di sostanze alternative ai precursori classificati. In questo scenario, i nitazeni rappresentano l’ultima e forse più pericolosa evoluzione del fenomeno.

Nel Regno Unito, la situazione ha già raggiunto proporzioni drammatiche. Tra giugno 2023 e agosto 2024 sono stati registrati ben 264 decessi correlati ai nitazeni, un numero che fa impressione e che dimostra quanto rapidamente queste sostanze possano diffondersi e causare vittime. Nel 2023 le autorità britanniche hanno sequestrato un sito di produzione e ben 150mila pillole, evidenza di un mercato già strutturato e pericolosamente attivo.

Non si tratta purtroppo di un caso isolato. La Svezia ha registrato 37 decessi tra gennaio 2023 e settembre 2024, mentre in Estonia e Lettonia si è osservato un marcato aumento dei decessi correlati a questi oppioidi. Anche Francia e Irlanda hanno segnalato focolai localizzati di intossicazioni. Secondo l’Agenzia Europea per le Droghe, nel 2024 sono stati identificati sette nitazeni, il numero più elevato nel corso di un singolo anno, l’elenco adesso comprende 23 sostanze.

Cosa sono i nitazeni e perché sono così pericolosi

I nitazeni sono oppioidi sintetici che originariamente furono sviluppati a metà del XX secolo per scopi farmacologici. La loro storia inizia nel 1957, quando la compagnia chimica e farmaceutica svizzera Ciba AG sintetizzò l’etonitazene, un oppioide dal potente effetto analgesico. Tuttavia, a causa degli effetti collaterali dannosi sul cervello, l’etonitazene non entrò mai in commercio e rimase nascosto negli archivi scientifici per oltre sessant’anni. Fu solo quando la struttura di questa molecola catturò l’interesse di chimici che lavoravano per la criminalità organizzata che i nitazeni ricomparvero nel mercato illegale, a partire dal 2019.

Una coincidenza niente affatto casuale. Quando Stati Uniti, Cina e altri Paesi hanno introdotto controlli più stringenti sulla produzione di fentanyl e dei suoi analoghi, i produttori di droghe sintetiche hanno cercato alternative che potessero eludere i nuovi regolamenti. I nitazeni sono emersi proprio in questo contesto, probabilmente come risposta alle misure di controllo introdotte sia nei Paesi produttori che altrove per ridurre la disponibilità dei derivati del fentanyl.

Queste sostanze si presentano comunemente sotto forma di polveri bianche o beige, oppure come compresse che imitano farmaci legali a base di ossicodone o fentanyl. Le polveri vengono spesso utilizzate per tagliare altre droghe, come eroina e fentanyl stesso, creando miscele letali. I consumatori possono assumere i nitazeni senza nemmeno saperlo, quando acquistano quella che credono essere eroina o quando prendono farmaci da prescrizione falsificati, esponendosi così a un rischio enorme di overdose.

Il pericoloso confronto con il fentanyl

Il confronto con il fentanyl è inevitabile ma insidioso. Questo oppioide sintetico è noto per la sua estrema potenza, circa cinquanta volte superiore a quella dell’eroina e cento volte superiore alla morfina. Ha causato migliaia di morti negli Stati Uniti e sta emergendo anche in Europa come seria minaccia per la salute pubblica.

Il problema è che i nitazeni sono ancora più potenti del fentanyl. Alcune varianti sono considerate dieci volte più forti del fentanyl stesso e centinaia di volte più potenti della morfina. Si legano agli stessi recettori cerebrali del fentanyl e della morfina, ma con un’efficacia fino a sessanta volte superiore. Questo significa che anche quantità infinitesimali possono essere letali. Per i nitazeni più potenti, l’assunzione di piccole quantità può causare intossicazioni fatali per depressione respiratoria, e la morte improvvisa può verificarsi anche a causa di arresto cardiaco o grave reazione anafilattica.

Il confronto con il fentanyl, per quanto utile a comprendere la portata del fenomeno, rischia paradossalmente di minimizzare il pericolo. E oltretutto potrebbe attirare l’attenzione di consumatori alla ricerca di esperienze sempre più intense, senza che questi comprendano appieno i rischi mortali a cui vanno incontro. Si tratta di sostanze che possono uccidere alla prima assunzione.

Gli effetti devastanti sulla salute

Trattandosi di sostanze nuove, le proprietà tossicologiche cliniche di molti nitazeni non sono state studiate direttamente, e esistono pochissimi rapporti sugli effetti fisici e psichici acuti e cronici. E questo, per inciso, rende i nitazeni ancora più pericolosi, poiché né i consumatori né spesso gli operatori sanitari sanno esattamente cosa aspettarsi.

Quello che si sa è che, come gli altri oppioidi, agiscono a livello del sistema nervoso centrale, ma la loro estrema potenza moltiplica esponenzialmente i rischi. A livello psichico, producono euforia, rilassamento e, inevitabilmente, dipendenza. A livello fisico, provocano analgesia e profonda sedazione. Il sovradosaggio causa depressione respiratoria che, se non viene trattata tempestivamente, può portare ad arresto respiratorio e alla morte. La morte improvvisa può anche verificarsi a causa di arresto cardiaco o gravi reazioni anafilattiche.

In caso di overdose, si utilizza il naloxone. Si tratta del farmaco salvavita cui si ricorre normalmente per contrastare sostanze simili, ma nel caso dei nitazeni risulta meno efficace. La loro estrema potenza richiede dosi molto più elevate di antidoto, e il tempo di intervento diventa ancora più critico.

Miscele letali e nuove minacce

La pericolosità dei nitazeni viene ulteriormente amplificata dal modo in cui vengono commercializzati. Nel mercato illegale europeo, questi oppioidi vengono spesso trovati in combinazione con altre sostanze, creando miscele particolarmente letali. Nel 2021 è comparsa la tranq-dope, una miscela di nuovi oppioidi sintetici con xilazina. Nel 2022 è emersa la benzo-dope, un mix di nuovi oppioidi sintetici con nuove benzodiazepine come il bromazolam.

La xilazina, approvata negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration solo per uso veterinario su animali di grossa taglia, viene aggiunta al fentanyl e ad altre sostanze stupefacenti per potenziarne gli effetti. Il problema è che la xilazina complica drammaticamente il trattamento delle overdose, poiché il naloxone non è in grado di contrastare i suoi effetti sedativi. Peraltro, la xilazina è responsabile di gravi infezioni del tessuto circostante il punto di iniezione e di necrosi dei tessuti molli, che in molti casi richiedono amputazioni.

Nel Regno Unito i nitazeni sono stati individuati in sostanze vendute come oppioidi o benzodiazepine, o ancora sono stati miscelati con eroina e prodotti a base di cannabis, o persino con dei liquidi, compresi quelli da vaporizzare. Con ogni probabilità chi ha consumato queste sostanze era completamente ignaro dei rischi letali a cui andava incontro.

Il mercato dei farmaci falsificati

Un aspetto particolarmente preoccupante della diffusione dei nitazeni riguarda il mercato illegale dei farmaci da prescrizione. Gli sviluppi investigativi recenti dimostrano che in Europa gli oppioidi sintetici illegali sono entrati nel mercato non tanto per essere mescolati a altre droghe, quanto per essere utilizzati nella produzione di farmaci falsi. La contaminazione non si limita agli oppioidi da prescrizione come l’ossicodone, ma in alcuni casi riguarda anche le benzodiazepine, che peraltro risultano tra le sostanze più disponibili sui canali di vendita Telegram.

Anche questo fattore si traduce in un rischio in più, l’acquirente infatti potrebbe essere convinto di acquistare un prodotto basato su un determinato principio attivo,con una composizione e una concentrazione testate, e trovarsi a assumere completamente diverse. I rischi – nella migliore delle ipotesi un’intossicazione grave – ovviamente aumentano se l’utilizzo avviene in maniera autonoma e incontrollata.

Fonte: centrosannicola.it

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