Fornire risorse scientifiche e pratiche per sensibilizzare i giovani e le loro famiglie, puntando a prevenire la diffusione di comportamenti a rischio legati alle dipendenze, attraverso l’educazione tra pari. È l’obiettivo del progetto integrato tra scuole, sport e comunità ‘Peer Education per la Prevenzione delle Dipendenze nei Giovani’, sviluppato dall’Osservatorio per le Dipendenze e i Disturbi Psichici Sotto Soglia insieme alla Commissione per la Lotta alle Dipendenze dell’Ordine dei Medici di Roma, sostenuto dalla Fondazione Roma e realizzato con la collaborazione della Fondazione Di Liegro.
Attivo dal 2022, ad oggi il progetto ha coinvolto oltre 1.050 genitori, 13 circoli sportivi, e ha educato più di 6.000 studenti tra gli 11 e i 18 anni. La prevenzione si è estesa anche al mondo dello sport, con il coinvolgimento di 400 atleti e 530 insegnanti e allenatori che operano in 36 scuole. Le regioni al momento interessate sono state Lazio, Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Liguria e Lombardia, ma si punta a raggiungerne altre.
I numeri di questo ampio programma sono stati presentati in occasione di un incontro organizzato dall’Osservatorio e dall’Omceo Roma, che si è svolto presso il Circolo Canottieri Aniene di Roma, con l’obiettivo di sensibilizzare le famiglie dei giovani iscritti ai corsi sportivi sui rischi legati alle dipendenze. L’iniziativa ha visto la partecipazione di esperti, professionisti e familiari dei ragazzi coinvolti, per discutere sulle principali problematiche legate alle dipendenze giovanili, dai comportamenti a rischio all’uso di sostanze d’abuso.

da sinistra: Rosastella Principe, pneumologa e già dirigente responsabile del Centro Antifumo dell’Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini di Roma; Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Omceo Roma e coordinatore della Commissione sulle Dipendenze; Antonio Bolognese, professore onorario di Chirurgia Generale presso la Sapienza Università di Roma e responsabile scientifico della Commissione sulle Dipendenze dell’Ordine dei Medici di Roma; Manuela Lucchini, giornalista scientifica; Massimo Fabbricini, presidente del Circolo Canottieri Aniene; Maria Caterina Grassi, responsabile del Centro di Tossicologia clinica, antiveleni e antidroga del Policlinico Umberto I; Alessandro Vento, psichiatra psicoterapeuta, presidente dell’Associazione Osservatorio sulle Dipendenze.
Durante l’incontro, Antonio Bolognese, professore onorario di Chirurgia Generale presso la Sapienza Università di Roma e responsabile scientifico della Commissione sulle Dipendenze dell’Ordine dei Medici di Roma, ha sottolineato l’importanza della prevenzione come strumento chiave per fermare l’insorgenza delle dipendenze. “Sono fermamente convinto che la prevenzione rappresenti uno degli strumenti più efficaci per evitare che i giovani, in particolare tra i 9 e i 18 anni, sviluppino dipendenze, sia comportamentali sia da sostanze”, ha raccontato.
Bolognese ha spiegato che la strategia dell’Ordine dei Medici si basa su una corretta informazione scientifica e un programma di ‘Peer Education’, che coinvolge i giovani in un percorso continuativo. “La nostra attività non si limita a incontri occasionali – ha proseguito – ma prevede un programma che parte da una sessione plenaria con tutti gli studenti, dove vengono affrontati i temi fondamentali, per poi proseguire con laboratori pratici condotti da ragazzi con carisma, che, non necessariamente i più bravi a scuola o gli atleti migliori, hanno la capacità di coinvolgere i loro coetanei”. Il progetto, inoltre, ha l’obiettivo di raggiungere giovani di età precoce. “Le statistiche internazionali ci dicono che le dipendenze da social media, smartphone e tablet emergono sempre più precocemente e hanno lo stesso meccanismo neurobiologico delle dipendenze da sostanze”, ha spiegato ancora il professor Bolognese, ribadendo l’importanza di agire “sin dalle scuole medie per contrastare la diffusione di questi fenomeni”.

Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Omceo Roma e coordinatore della Commissione sulle Dipendenze, ha quindi evidenziato come l’Ordine dei Medici di Roma, in collaborazione con vari professionisti del settore (psicologi, psichiatri, avvocati, ingegneri), stia portando avanti una vera e propria campagna di sensibilizzazione. “Questo progetto ha il supporto del Dipartimento contro la Droga e le altre Dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri e si avvale di un protocollo d’intesa con il ministero dell’Istruzione.
L’obiettivo – ha fatto sapere – è sensibilizzare e informare sul problema delle dipendenze, a partire dalle sostanze d’abuso e includendo anche alcol, fumo, ludopatia e dipendenza da social media, un fenomeno particolarmente rilevante tra i giovani”. De Lillo ha poi sottolineato come l’intervento sia diffuso non solo nelle scuole, ma anche nelle associazioni sportive, riconoscendo l’importante ruolo che queste svolgono nell’educazione dei giovani.

“Il Circolo Canottieri Aniene, ad esempio, è uno dei circoli sportivi più prestigiosi di Roma e costituisce un punto di riferimento fondamentale per questo tipo di iniziative – ha detto De Lillo – Inoltre, il progetto si estende anche agli oratori e alle parrocchie, grazie alla collaborazione con Don Baldo Reina, il cardinale vicario di Roma. La ‘Peer education’, che promuoviamo in questi luoghi, è una tecnica molto efficace per raggiungere i giovani, sfruttando il linguaggio e le dinamiche relazionali tra coetanei”. Il progetto, intanto, sta già producendo i primi risultati positivi. “Nel rapporto sullo stato delle dipendenze presentato al Parlamento nel 2025, relativo all’anno 2024, si è registrato per la prima volta un calo nelle percentuali di utilizzo delle sostanze. I dati sui cannabinoidi, che sono passati dal 22% al 21%, e quelli sulle nuove sostanze psicoattive (Nps), che sono scese dal 6,4% al 5,8%, testimoniano il progresso delle nostre azioni”, ha concluso De Lillo.
Fonte: Cds / Dire