Negli ultimi anni il numero di persone dipendenti dallo smartphone è aumentato drasticamente, creando forti disagi nella nostra società. Nove ragazzi su dieci, con un’età compresa fra i 16 e i 35 anni, hanno il telefono, e più del 64% di questi lo usa dalle quattro alle sei ore al giorno, come è emerso da un’indagine condotta dal quotidiano Il sole 24 ore. Le App più utilizzate risultano essere Instagram, Tiktok, Whatsapp, Youtube e X. Queste applicazioni creano dipendenza in particolar modo nei giovani perché questi devono ancora maturare del tutto e la loro corteccia prefrontale, una parte del cervello che permette di controllare i nostri comportamenti, deve ancora svilupparsi.
Le vittime di dipendenza hanno una più alta probabilità di soffrire di solitudine, difficoltà nel relazionarsi, isolamento ed esclusione sociale e di ottenere bassi risultati nel rendimento scolastico e lavorativo. Alcuni recenti studi scientifici hanno inoltre analizzato la correlazione tra dipendenza e l’aumento del tasso di depressione giovanile e dei casi di autolesionismo e suicidio. Altri effetti negativi possono anche riguardare situazioni di oblio fra la realtà e la finzione, perdite economiche per ottenere update e aggiornamenti per migliorare la propria presenza su quella piattaforma.
Oltre a provocare disturbi mentali, le dipendenze possono causare anche problemi fisici come insonnia, una postura scorretta e dolori alle dita, alla cervicale, alla testa, ai polsi. Inoltre, 81% dei ragazzi è consapevole di essere dipendente dagli schermi. Anche noi, dopo aver riflettuto su queste ricerche, abbiamo voluto condurre un’ indagine nella nostra classe, interrogandoci su quanto tempo trascorriamo con gli occhi sugli schermi e sul rapporto che abbiamo con i device. I dati ottenuti, riportati nei seguenti grafici, ci hanno stupiti e in parte allarmati.
Questi risultati sono correlabili a quelli evidenziati dall’Istat che ha sottolineato un forte calo di socializzazione tra i giovani; infatti solo un ragazzo su quattro incontra gli amici tutti i giorni. Oggi giorno con innumerevoli attività che caratterizzano la vita giovanile è diventato veramente difficile incontrarsi faccia a faccia e quindi si preferisce spesso una videochiamata o una partita online ai videogiochi. Può però capitare che si faccia un uso scorretto di queste piattaforme.
I social sembrano essere diventati più che un modo per comunicare un modello da rispettare e seguire senza riflettere sui potenziali rischi.
Fonte: La Nazione