Bill O’Reilly, ex volto di Fox News (licenziato per vari casi di abusi sessuali dal movimento Me Too) e oggi alla guida di “No Spin News”, spara a zero: la spinta che Donald Trump avrebbe avuto dopo le elezioni “è finita — e non tornerà”. A suo dire la Casa Bianca “ha sbattuto contro un muro” e il presidente “è ovunque e paga un prezzo: è stanco, le mani gli fanno male, è un po’ ingobbito”.
Dietro l’immagine c’è la sostanza: O’Reilly sostiene che la presidenza si sia arenata sui tre dossier che Trump aveva messo in cima all’agenda — guerra Russia-Ucraina, commercio con la Cina e conflitto Israele-Hamas — anche perché nei primi mesi “ha provato a fare troppo”. Risultato: “Trump è bloccato su tutti e tre i fronti, e questo lo frustra”.
Il commentatore porta anche numeri poco lusinghieri: su occupazione e lavoro “approva il 38%, disapprova il 51%”, mentre in un sondaggio CBS “solo il 27%” pensa che l’economia stia migliorando contro un “56%” che la vede peggiorare. O’Reilly concede un’unica possibile boccata d’ossigeno: un taglio dei tassi “probabile” la prossima settimana che potrebbe offrire un “storm surge” alla Casa Bianca — ma senza garanzie (“nessuno può prevederlo”).
Traduzione dal suo lessico: non è la fine del mondo, ma è la fine della luna di miele. Se O’Reilly ha ragione, la sfida per Trump non è “fare di più”, bensì dimostrare che su quei tre tavoli può ancora muovere qualcosa. Perché quando i dossier si incagliano e i sondaggi scricchiolano, l’immagine di forza — soprattutto quella fisica — smette di bastare.
