Trump lascia Ankara con il vecchio Air Force One, c’entrano le minacce di morte ricevute dall’Iran?

Il nuovo velivolo, il Boeing ricevuto in dono dal Qatar, farà tappa in una base Usa in Europa. Non è stato giudicato abbastanza sicuro. "Sono il loro bersaglio numero uno". Iran, Israele avverte gli Usa: "C'è un nuovo piano per uccidere Trump".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta rientrando in patria dalla Turchia a bordo dell’attuale Air Force One, mentre il suo nuovo aereo donato dal Qatar è diretto in Regno Unito prima di lui. Trump ha dichiarato che il jet farà tappa presso la base della RAF di Mildenhall per consentire ai militari statunitensi di visitarlo.

Questo cambio di programma ha sollevato forti perplessità sulla sicurezza del velivolo, specialmente alla luce delle rinnovate tensioni con l’Iran. A confermare il cambio di programma è stato lo stesso Trump, prima con un messaggio sul suo social Truth e poi nel corso della conferenza stampa conclusiva del summit. Il presidente degli Stati Uniti, a margine del vertice della Nato, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle minacce alla sua vita ha affermato che il lavoro di presidente è estremamente rischioso. Ha aggiunto: “Potrei non esserci più. Sono il loro bersaglio numero uno“.

Iran, Israele avverte gli Usa: “C’è un nuovo piano per uccidere Trump”

Uno dei giornalisti gli ha chiesto se, a causa della minaccia iraniana, fosse possibile che non usasse l’Air Force One, l’aereo speciale del presidente degli Stati Uniti, quando lascerà la Turchia. Donald Trump ha risposto che questo nuovo aereo, che gli è stato donato dal Qatar, è destinato a volare verso le basi americane in Europa.

Le domande al presidente degli Stati Uniti sulle minacce contro la sua vita da parte dell’Iran sono arrivate mentre, nei giorni scorsi, le autorità iraniane, in concomitanza con le cerimonie funebri di Ali Khamenei, l’ex leader della Repubblica islamica, hanno pronunciato parole minacciose contro Donald Trump.

Larijani a Qalibaf: la vendetta per il sangue non vuol dire questo

Mohammadjavad Larijani, politico conservatore che ha perso il fratello Ali Larijani durante la guerra di 40 giorni, ha dichiarato: “L’affronto al nostro popolo non è cosa da poco. Hanno assassinato il leader di questo Paese insieme alla sua famiglia con quel crimine terroristico”.

Criticando Mohammadbaqer Qalibaf, capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, ha affermato: “Qalibaf ha detto che la nostra vendetta per il sangue è la vittoria a Qods, la santa Gerusalemme. La vendetta per il sangue non significa questo. Queste parole vogliono dire che non dovremmo cercare vendetta e che dovremmo dedicarci ad altri progetti”.

Mohammadjavad Larijani, uno dei volti più radicali della Repubblica islamica, ha aggiunto: “Il significato della vendetta per il sangue è chiaro. Dobbiamo stilare la lista di tutte le persone che hanno avuto un ruolo in questi crimini e annunciare che, dal nostro punto di vista, queste persone possono essere legittimamente uccise; dovremmo perfino fissare una taglia sulle loro teste”.

Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha dichiarato: “Non rispondiamo alla volgarità con altra volgarità, ma con i fatti; con audacia e con il massimo coraggio e valore”.

Fonte: Euronews

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