In difficoltà nei sondaggi e sotto pressione per l’instabilità economica, Donald Trump sta abbracciando proposte tipiche della sinistra populista americana per recuperare consensi. L’ultima mossa: imporre alle case farmaceutiche una drastica riduzione dei prezzi dei farmaci, misura accolta con entusiasmo anche dai sostenitori di Bernie Sanders. Ma non è un caso isolato, sostiene il Financial Times in un articolo intitolato Donald Trump leans left in bid to revive flagging poll numbers.
Negli ultimi mesi, Trump ha rilanciato tassazioni più alte per i super-ricchi, attaccato i profitti esagerati di Wall Street e promesso agevolazioni fiscali per lavoratori a basso reddito, come l’esenzione dalle tasse su mance e straordinari. Si è detto persino favorevole a una redistribuzione della ricchezza, dichiarando: “Vorrei poter dare qualcosa di mio a chi guadagna meno”.
Questo spostamento strategico serve anche a smorzare gli attacchi dei Democratici in vista delle elezioni di metà mandato del 2026, che potrebbero ripetere il copione del 2018, quando la critica alle agevolazioni per i ricchi costò ai Repubblicani la maggioranza alla Camera. Più in profondità, però, emerge il tentativo di ridefinire i Repubblicani come “partito del popolo” e non più solo della grande impresa. Quanto durerà questa virata a sinistra lo diranno i fatti: leggi approvate, non solo annunci.